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Dopo il crollo delle torri gemelle...

Si tratta di una lettera bellissima, che tocca il cuore, che riesce ad esprimere fino in fondo uno sgomento che, nonostante tutto, continua intensamente a guardare all'amore e alla vita...
Tutto questo continuerà ad essere lo scopo della nostra danza.
Ancora più profondamente.
Grazie Marialuisa per questo dono dalla sensibilità inestimabile...

Ugo Rizzo



Riflessione   (di Marialuisa Dassiè)                                         

Seduta su una sedia in un prato all'ombra di un pino che mi protegge dal sole e che mi dona aria pulita, guardo le macchine passare sulla strada.
Guardo tutte quelle macchine, persone che corrono, stanno andando chissà dove, forse sono in ritardo e hanno mille cose da fare. E mi chiedo, ma dove stanno andando?.
Mi chiedo dove stiamo andando tutti quanti. Mi chiedo se abbiamo un pò, solo un pò si consapevolezza di cosa stiamo facendo delle nostre vite, delle vite degli altri, della vita del pianeta.
Mi chiedo se ora saremo capaci di fermarci e mangari invertire la rotta...
Due torri sono crollate e il mondo si è fermato per un'attimo, ma poi lo spettacolo deve continuare, la vita deve continuare. Il mio cuore si è fermato di fronte all'immagine del secondo aereo che colpiva la torre, e nei miei occhi c'è sempre questa immagine.
Mi chiedo quanti cuori si sono fermati, quanti cuori hanno sentito fino nel profondo la tragedia che questo fatto porta. La mia vita è cambiata dal giorno in cui qualcuno è riuscito in modo così diabolico a colpire chi, come l'America, pensava di essere più forte di tutti, invincibile, invulnerabile.
E invece è successo quello che nessuno avrebbe mai immaginato e che cambia la storia, e la storia di ognuno di noi.
Sì perchè io da quel giorno, mi chiedo perchè mi alzo ogni mattina e faccio tutte le cose che faccio.
E mi chiedo ogni giorno perchè io ho ancora il privilegio di essere viva, in un paese in pace, di godere del sole, di avere una casa, di avere degli amici, di avere del cibo con cui nutrirmi e un letto in cui dormire.
E ogni momento penso che è un dono immenso, e che tutti i miei problemi personali sono spariti in un attimo di fronte a quelle torri che crollavano e che davvero, non mi manca niente.
Mi chiedo che senso ha la mia vita, cosa ci faccio qui e qual' è il mio compito in questa vita, nel mio paese, nella mia nazione, nel mondo.
E mi chiedo cosa posso fare io per cambiare la storia. Si perchè questa tragedia non è solo un problema degli Stati Uniti, quegli aerei hanno colpito il cuore dell'America, ma è come se quel 2 ° aereo sia entrato nel mio corpo a livello del cuore, e abbia scosso e fatto crollare la certezza che le cose comunque vadano sempre bene, che la pace e il benessere ci sono e dureranno sempre.
E invece ora sappiamo che la pace non c'è più, e che per mantenerla quando c'è bisogna lavorarci perchè continui. Quell'aereo ha colpito il mio cuore e ha colpito il cuore di molte persone che hanno ancora un cuore vivo e in grado di sentire.
Sì perché penso che molte persone dopo lo sgomento iniziale, continueranno a vivere come se questo disastro non gli appartenga. E invece, questo attacco è stato fatto al cuore del mondo, al cuore di ogni uomo. E' stato l'espressione della follia a cui l'umanità intera è giunta, a forza di correre, correre, correre, per avere sempre più cose e più soldi, con la completa inconsapevolezza che la cosa più preziosa che abbiamo, la vita, non siamo noi a darcela, nè a togliercela, ma è un dono.
Sono crollate due torri e sono crollate tutte le certezze dell'umanità intera.
Ora ognuno di noi sa che in ogni momento la sua vita può finire e non sa per quale guerra, di chi contro chi. Questa guerra non può avere nè vincitori nè vinti, ma saremo tutti perdenti.
Perchè questa è la guerra finale, la guerra dell'uomo contro sè stesso che nasce dalle piccole guerre e vendette personali quotidiane, in famiglia, nel lavoro, nel quartiere, nel paese, nella città, nella nazione e infine nel mondo.
Ognuno di noi ha contribuito a costruire quelle due torri con la propria ambizione di arrivare sempre più in alto, e ognuno di noi ha contribuito a farle cadere con la dose quotidiana di violenza che noi immettiamo nel mondo ogni giorno.
Solo la consapevolezza e la responsabilità possono portarci fuori da questo tunnel in cui siamo entrati e che sembra abbia come sola uscita inevitabile la guerra.
Ma io credo che ci sono soluzioni alternative e non dipendono da chi è al potere, ma ognuno di noi ha il dovere e la responsabilità di fare la sua parte perché questo crollo immenso, non diventi una catastrofe senza fine, ma si trasformi in un'apertura alla possibilità di una nuova vita, di nuove modalità di esprimere tutte le potenzialità infinite di creatività verso la vita, la pace, la costruzione e l'amore che l'uomo possiede. Questo crollo può essere un avviso che ci è stato dato che è ora di svegliarsi e di prendere in mano ognuno le redini della propria vita e insieme le sorti del mondo.
Si tratta di scegliere da che parte stare, ma non se stare con l'America o con gli attentatori.
Si tratta di scegliere se stare dalla parte di chi ancora divide il mondo in buoni e cattivi, in occidentale e orientali, cattolici e islamici, ricchi e poveri, bianchi e neri… Oppure scegliere di stare dalla parte di chi è consapevole che ogni essere umano e ogni forma di vita, è parte di un tutto unico più grande, ognuno con le sue peculiari carratteristiche, ma che sono fondamentali per l'equilibrio del Tutto che ci unisce e che ci dà vita, mentre noi stessi diamo vita al Tutto…
La salvezza del mondo sta nel cercare le cose che ci uniscono e ci nutrono e che sono in fondo la VITA, l' AMORE e la PACE.
Solo se ci prendiamo per mano in un grande cerchio che tutto il mondo contiene, nella ricerca dell'amore e della pace, allora il mondo avrà una possibilità di trasformazione.
Il nostro singolo contributo può essere di prendere coscienza della sacralità della vita, di ogni vita, e di impegnarci ogni giorno, in ogni momento e in ogni gesto che compiamo ad esprimere AMORE e PACE, piuttosto che Odio e Guerra.
Se ognuno di noi può prendersi questo impegno da oggi per ogni giorno, allora il mondo sarà trasformato in un bellissimo giardino dai mille colori e profumi, e tutti i nostri fratelli periti in questa tragedia, non saranno morti invano.
E ognuno di noi può ogni momento partecipare a questa missione pacifista che può davvero trasformare questa tragedia e tutto il dolore e la morte che abbiamo nel cuore, nella più grande opportunità che l'uomo abbia mai avuto di fare il salto nella verità della vita e nell'essenzialità dell'anima che non muore mai ma che si può rigenerare soltanto attraverso L'AMORE.

Un abbraccio dal cuore, Marialuisa   (biodanzante veneta)

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