ROLANDO TORO RACCONTA LA BIODANZA®
Il 27 gennaio 2001 Rolando Toro
rilascia
questa intervista ad Auraweb
Non perdetevi questa bellissima testimonianza
del creatore della Biodanza...
Prefazione
dell'intervistatrice
La Danza è una delle mie passioni. Per questo ed altri motivi ho scelto
di essere una Dance Movement Therapist. Perciò, pur di essere presente
all'appuntamento con Rolando Toro, il fondatore della Biodanza,
non mi sono lasciata fermare dalla pioggia torrenziale che durava da
giorni.
L'occasione per l'intervista è la presentazione dell'edizione italiana
del suo primo libro intitolato proprio "Biodanza"
(Red Edizioni), curato da Eliane Matuk. Un testo di riferimento per
i praticanti, gli appassionati e gli insegnanti di questa disciplina.
Rolando Toro Araneda è nato in Cile
76 anni fa. E' sciolto nel corpo e nei modi. Ironico, brillante, e allo
stesso tempo rassicurante.
Il suo modo di comunicare esprime quella gioia speciale che viene dal
cuore e fa sentire giovani a qualsiasi età. Ascoltare questo personaggio
carismatico e osservare il suo linguaggio corporeo e l'entusiasmo che
trasmette nei confronti della vita mi ha fatto pensare che la giovinezza
e la vitalità sono qualità dell'Essere, non dipendono dell'età.
Dice Toro: "Io non ho inventato la Biodanza, è la Biodanza che ha inventato
me...
Di fronte alla solitudine inesorabile dell'infinito, gli esseri umani
cercano una risposta guardandosi negli occhi. Noi ci cerchiamo reciprocamente"...
Racchiuso in queste parole c'è il significato profondo di questa danza
della vita.
Antonella Lucato
L'INTERVISTA
Come
nasce la Biodanza?
La base concettuale della Biodanza proviene da una meditazione sulla
vita, dal desiderio di rinascere dai nostri gesti spezzati, dalla nostra
sterile struttura di repressione, dalla nostalgia dell'amore. "La danza,
così come il canto e il grido, è una delle condizioni innate dell'essere
umano. La prima conoscenza del mondo, anteriore alla parola, è quella
che avviene, per ciascuno di noi, attraverso il movimento. La danza
sorge dal profondo dell'essere umano, è movimento di vita, intimità.
La danza è la forma ideale per integrare corpo e anima. Ha il potere
di comunicare a tutti i partecipanti gioia, tenerezza, forza e di condividere
tutto ciò con un gran numero di persone. "La Biodanza si è diffusa a
tal punto che è diventata materia di un corso universitario nel dipartimento
di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile. E' la prima
cattedra di Biodanza".
Che cos'è la Biodanza?
"Biodanza è danza della vita. Viene da Bios, vita, e Danza, movimento
naturale. E' l'esercizio di sé. Cerca di risvegliare in sé il dono dell'espressione.
E' un insieme di arte, scienza e amore. E' un sistema di integrazione,
di rinnovamento organico, di rieducazione affettiva. Rafforzare la propria
sensibilità per trovare le strade che conducono al piacere fa parte
dell'apprendimento proposto nella Biodanza, per imparare a gioire di
tutti i grandi e piccoli piaceri della vita".
Com'è strutturata la Biodanza?
"Musica, movimento ed emozione formano una perfetta unità. Alcune danze
ed esercizi partono dai gesti naturali dell'essere umano, con obiettivi
precisi finalizzati a stimolare la vitalità, la creatività, l'erotismo,
la comunicazione affettiva tra le persone e il senso di appartenenza
all'universo".
Su cosa si basa la metodologia della Biodanza?
"La Biodanza si basa sul percorso che va dalle emozioni ai significati.
Si articola sull'integrazione tra musica,movimento e "vivencia". La
Vivencia è la palpitante qualità esistenziale del "qui e ora" attraverso
la musica, il canto, il movimento e le situazioni di incontro di gruppo.
La vivencia costituisce l'espressione originaria di noi stessi, della
nostra identità. E' una forma diretta di conoscenza i cui effetti coinvolgono
tutto il nostro essere. La Biodanza non propone un modello di comportamento,
ogni persona che entra in contatto con se stessa in un processo di integrazione
offre il proprio modello di risposte vitali".
Nella Biodanza si parla spesso di trascendenza. Che cosa significa,
nel contesto di questa disciplina?
"Il concetto di trascendenza si riferisce al superamento della forza
del proprio Io e alla possibilità di andare più in là dell'autopercezione
per identificarsi con l'unità della natura e l'essenza delle persone.
L'esperienza non intellettuale ma commovente e trascendente di 'sapere
con certezza' che non siamo degli esseri isolati, che partecipiamo al
movimento unificante del cosmo. "Inoltre, la danza attiva il nucleo
centrale dell'identità: la sensazione commovente di essere vivo. Sentirsi
vivo per mezzo dell'altro e con l'altro, pur esaltando le proprie caratteristiche,
ha l'effetto di rinforzare tutti i circuiti dell'identità sana e della
vitalità. La sensazione di essere diverso e unico aumenta con il contatto
con le altre persone, l'autostima e la cocienza di sé s'innalzano. Durante
gli esercizi di Biodanza, il partecipante è più che mai se stesso, rispettato,
valorizzato, amato e accettato, e sente il suo corpo come fonte di piacere
e, nello stesso tempo, come potenziale espressione creativa".
Com'è il movimento nella Biodanza?
"I movimenti naturali come camminare, saltare, stirarsi e gesti come
dare la mano, abbracciare, cullare, accarezzare costituiscono i modelli
naturali su cui vengono impostati gli esercizi di Biodanza. Questi movimenti
e gesti, se intensificati con la musica, diventano danza di vita".
E gli esercizi in che modo si svolgono?
"Gli esercizi sono accuratamente strutturati in relazione al cosiddetto
modello teorico, e i loro effetti sono previsti e sempre sotto controllo.
Ci sono diversi tipi di esercizi: possono essere individuali, di coppia,
oppure adatti a piccoli gruppi, che coinvolgono tutto il gruppo come
unità. Ci sono poi gli esercizi di integrazione, di sensibilizzazione
e di espressione del proprio potenziale, ma anche quelli che presentano
un simbolismo archetipico. Per la maggior parte, vengono praticati con
la musica, ma in alcuni ci si esprime con il canto o il silenzio. Le
sequenze degli esercizi seguono regole che hanno obiettivi precisi,
per esempio l'aumento della resistenza allo stress".
A proposito, che rapporto c'è tra la musica e la biodanza?
"La musica è la forma per eccellenza sulla quale la coscienza si trasforma
in "vivencia", e la vivencia ritorna alla coscienza. Musiche particolari
portano all'estasi all'interno di un "utero" d'amore comunitario, cioè
il gruppo. La Biodanza si propone di stimolare attraverso la musica
le potenzialità latenti di salute e benessere. "Il raggiungimento dell'obiettivo
di ognuno degli esercizi di Biodanza è possibile mediante l'utilizzo
della musica adeguata. Per esempio, quando si desidera indurre una vivencia
erotica attraverso esercizi di accarezzamento, è più probabile che si
riesca ad ottenere l'effetto desiderato con una canzone d'amore brasiliana,
piuttosto che con una ballata solitaria di musica andina. "Se si desidera,
invece, indurre una vivencia di trascendenza si ottengono risultati
migliori utilizzando alcuni preludi di Bach o l'Allelulia del Messia
di Haendel piuttosto che con una sinfonia di Cajkovskij. Se si lavora
sulla linea dell'affettività sono adatti la Meditazione dall'opera "Thais"
di Massenet o il Samba in "Preludio" di Vinicius de Moraes, e non la
violenza creativa dei Rolling Stones".
Secondo lei, a chi è particolarmente adatta la Biodanza?
"Essenzialmente, a gruppi specifici con caratteristiche simili come
bambini, adolescenti, adulti ed anziani, gruppi di coppie, gruppi familiari
con la partecipazione dii genitori, figli, nonni, zii, cugini. Ma può
essere indicata anche per gruppi di adulti con problemi come insicurezza,
mancanza affettiva, difficoltà a stabilire legami profondi, stress,
mancanza di vitalità, sintomi psicosomatici & Infine, a gruppi di persone
che soffrono di disturbi dell'umore o dell'apparato motorio. Insomma,
la Biodanza può essere considerata un sistema di rieducazione affettiva
per 'malati di civiltà'".
Nella Biodanza si usa molto il contatto, l'abbraccio.
Come mai? Che valore ha, secondo lei?
"Nella Biodanza il contatto ha un valore terapeutico, è una possibilità
di cura e guarigione. Il contatto è essenziale, è una forma di comunicazione
affettiva non-verbale che può cambiare la vita. La vita umana è qualcosa
di caldo e musicale, qualcosa di magnetico che cerca il contatto. Il
contatto e le carezze producono effetti emozionali e viscerali sul nostro
corpo. Dal punto di vista psicologico, le carezze riducono la tendenza
all'autoritarismo, facilitano l'integrazione dell'identità e aumentano
l'autostima. Quando una persona si sente amata e accarezzata da un'altra
rinforza il proprio senso di autostima e valorizza il proprio corpo
come qualcosa di piacevole, capace di suscitare desiderio e donare piacere.
"L'emozione legata a questo gesto ha una qualità insostituibile che
viene dall'atto di sostenere l'altro in tutta la sua umanità. Ogni persona
scopre nella capacità di abbracciare il suo livello di "umanizzazione",
il grado di evoluzione dei suoi sentimenti. La nostra pelle è la soglia
di un mistero meraviglioso. Nel contatto carico di intenzionalità affettiva,
nell'atto di avvicinarsi che cerca l'intimità è racchiuso il circuito
creatore dell'energia vitale".
La Biodanza può essere quindi definita, a buon diritto, una forma
di psicoterapia. Che differenze o analogie ci sono con altri tipi di
psicoterapia?
"Le psicoterapie tradizionali si sono sviluppate a partire da un interesse
verso la sintomatologia, cercano di descrivere e analizzare la parte
malata dell'individuo. La Biodanza, invece, agisce mediante la stimolazione
delle parti sane del 'malato': gli abbozzi di creatività, ciò che rimane
del suo entusiasmo, le sue occulte capacità espressive, la sua repressa
necessità di affetto, la sua sincerità. Se è possibile far crescere
la 'parte luminosa' di un ammalato, la 'parte oscura', che è rappresentata
dai sintomi, tende a ridursi. Il contatto è l'azione terapeutica più
importante, che supera i limiti della psichiatria".
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